L’ipotesi culinaria: cruciale il passaggio dal crudo al cotto
The cooking Apes
Fuori dal Pan, dentro nel fuoco: per il salto di qualità, fai un salto in cucina

cover of Catching Fire. How cooking made us human
Risale a un anno fa circa la notizia della scoperta in Sudafrica di un ominide di quasi due milioni di anni, quindi di circa un milione di anni prima del famoso scheletro Lucy, la femmina di Australopithecus afarensis considerata un antenato del genere umano. Chi è costui? Che cosa ci ha permesso di staccarci dal genere Pan? Che cosa ci ha reso Homo? A quest’ultima domanda tenta di rispondere Richard Wrangham, docente di antropologia biologica all’Università di Harvard.
“Catching fire. How cooking made us Human” (La scoperta del fuoco: Come cucinare ci ha reso umani) è il titolo dell’ultima fatica del celebre primatologo che conferma ancora una volta le sue eccellenti doti di narratore e divulgatore. Infatti, l’opera è stata dichiarata finalista nella scorsa edizione del BBC FOUR Samuel Johnson Prize 2010, prestigioso premio letterario britannico per non-fiction, e nel premio letterario del Los Angeles Times per la sezione scienza.
Il docente di Harvard rilegge il nostro successo evolutivo ponendo al centro della nostra civilizzazione l’abilità di cucinare i cibi che consumiamo (the cooking hypothesis). Non è la prima volta che l’alimentazione si trova al centro dell’evoluzione umana: in passato, ad essere stati considerati fondamentali furono il consumo di carne, l’uso di strumenti o l’avvento dell’agricoltura. Per Wrangham, la svolta è stata possibile grazie alla cottura degli alimenti.
Sono numerose le ricadute del nuovo modo di consumare i cibi, cotti e non più crudi, prese in considerazione dal primatologo inglese: dalla maggior disponibilità di cibo, alla nascita di un nuovo gusto, all’abilità nell’uso del fuoco fino alla suddivisione del lavoro tra maschio e femmina, con le varie conseguenze psicologiche e sociali. La condanna del sesso femminile ad un ruolo subalterno rispetto ai maschi sarebbe, per Wrangham, un “effetto collaterale” della nascita della cucina. Conseguenze importanti della cottura del cibo sono, infatti, la possibilità di posticiparne il consumo di accumularne quantità importanti, oltre che l’abitudine di ritornare al campo la sera.
Il cibo cotto avrebbe permesso al nostro stomaco di restringersi e al nostro cervello di crescere dando origine all’Homo Erectus, 1,8 milioni di anni fa. Questa idea – come ci svela lui stesso – venne all’autore una sera quando, seduto davanti al fuoco, si immaginò di essere uno scimpanzè e iniziò a pensare all’evoluzione. “Mi chiesi che cosa mi poteva servire per diventare umano”, racconta Wrangham. Sono passati dieci anni da quella prima intuizione, dalla quale lo scienziato ha elaborato e testato la sua ipotesi iniziale, confermando il ruolo decisivo del fuoco e della cottura sull’evoluzione umana. “Si dice che Prometeo abbia creato gli esseri umani plasmando figure di argilla e animandole con il fuoco – scrive Richard Wrangham in Tree of Origin [1] – Se i sistemi di ricerca del cibo e di accoppiamento degli umani sono stati plasmati in modo così potente dalla cottura, allora il mito degli antichi greci che imputa l’umanità al dono del fuoco può essere vicino alla realtà. L’adozione della cottura del cibo è stata un tassello importante aggiunto a quel contesto che ha permesso lo sviluppo della grande complessità dei comportamenti umani”. Wrangham, ad Harvard dal 1989, ha lavorato in Tanzania con la famosa primatologa Jane Goodall e ha speso oltre 40 anni della sua ad osservare le comunità di scimpanzè in Africa. Racconta di aver tentato di alimentarsi esattamente come uno di loro, per capire cosa significasse, senza esser mai riuscito a portare a termine l’esperimento.
Oltre ad illustrare la sua teoria sull’evoluzione umana, nel suo libro Wrangham affronta vari argomenti attuali: dagli animali da compagnia all’etichettatura del cibo fino al crescente problema dell’obesità, legata al consumo di cibo eccessivamente elaborato. Non che questo renda l’autore benvisto dai crudisti, considerati dipendenti da cibo di alta qualità e quindi prosperanti nelle società opulente. Insomma, siamo quello che mangiamo e quello che.. cuciniamo.
[1] Tree of Origin. What Primate Behavior Can Tell Us about Human Social Evolution, Frans B. M. de Waal (Editor), Cambridge, MA: Harvard University Press, 2001. Pag143